Com’è ormai noto, ha due facce il teatro di Jan Fabre: irresistibilmente fecondo, l’artista fiammingo alterna grandi spettacoli clamorosi per la loro libertà corporale e sintetici atti unici costruiti sulla sublimazione verbale. A queste due facce da Je suis sang a Quando l’uomo principale è una donna, s’aggiunge a mezza via la superba mediazione di Angel of death, uno show dove il pubblico, seduto per terra, segue il monologo sul suo corpo condotto dalla tattile multilingue Ivana Jozic che danza su un piedestallo al centro della sala, e ne coglie la funzione di eco. La ragazza è infatti destinata a rispondere alla figura di un maestro della danza quale William Forsythe, proiettata in video a grande formato sulle quattro pareti del locale, alternando il lato d’origine della voce che l’ammalia. Il grande ballerino americano recita parte del monologo intitolato appunto “Angelo della morte”, scritto nel 1996 da Jan Fabre: e il danzatore riprende in effetti le frasi dell’artista, che mirano peraltro a cogliere anche una serie di riferimenti alla filosofia della vita e dell’arte secondo Andy Warhol.

In questo volume sono raccolti i primi testi teatrali dell’autore belga.

  • Pagine: 144
  • Anno di pubblicazione: 2010
  • ISBN: 978-8877483188