Al centro di questo libro di Judith Butler è l’indagine sulla “politica della strada” e sul diritto plurale e performativo di apparizione del corpo all’interno del campo politico, attraverso l’esperienza del raduno collettivo. Dal movimento Occupy alle proteste di Atene, dalle cosiddette “primavere arabe” al Parco Gezi di Istanbul, dalle mobilitazioni queer a quelle degli immigrati irregolari, negli ultimi anni abbiamo assistito al moltiplicarsi delle manifestazioni di dissenso contro le logiche neoliberiste o contro governi e poteri repressivi. Al di là delle differenze, l’alleanza dei corpi in queste azioni collettive affronta ed “espone” all’attenzione di tutti una serie di temi interconnessi come la precarietà, la vulnerabilità, la rivendicazione di una vita vivibile e l’esclusione dalla sfera pubblica di apparizione. La tesi di Butler è che, nelle lotte democratiche, questi raduni possano esprimere forme di resistenza e solidarietà radicali da cui emerge una nuova idea di “popolo” – un popolo che sperimenta una ricomposizione contro la frammentazione e le disuguaglianze indotte, interrogando in modo inaggirabile le frontiere dell’etica.

  • Pagine 347
  • Formato: 13,8×18,9
  • Anno di pubblicazione: 2017
  • ISBN: 978-8874526321

JUDITH BUTLER, autorevole filosofa post-strutturalista statunitense, ha dato importanti contributi nei campi del pensiero femminista, della teoria queer, della filosofia politica e dell’etica. Nel 2012 le è stato conferito il Premio Adorno.Attualmente insegna all’Università di Berkeley e all’European Graduate School. Tra i suoi lavori tradotti in Italia, ricordiamo Corpi che contano (Feltrinelli, 1996), Critica della violenza etica (Feltrinelli, 2006), Parole che provocano(Cortina, 2010), La vita psichica del potere (Mimesis, 2013), Questione di genere (Laterza, 2013) e Fare e disfare il genere(Mimesis, 2014). Di Butler nottetempo ha pubblicato anche A chi spetta una buona vita? nel 2013, L’alleanza dei corpi nel 2017 e La forza della nonviolenza nel 2020.