Intervista di Marina Conti pubblicata su National Geographic.

«Finora gli alberi sono stati considerati dispensatori di ossigeno o fornitori di materia prima. Chi pensa in termini di utilità, quando vede un elefante? E gli alberi sono altrettanto meravigliosi, splendide creature viventi dotate di forme di comunicazione e sensibilità sorprendenti: vorrei cambiare il modo in cui li vediamo», dice Peter Wogllemben, ex guardia forestale e autore di La vita segreta degli alberi (ed.Macro).

Nel libro ci racconta di faggi socievoli e intelligenti, betulle cattive e querce capaci dibrutalità. Di alberi con linguaggio e memoria, senso di amicizia e di giustizia, regole sociali, disciplina e buone maniere.

Gli alberi comunicano per mezzo di gas attraverso le radici. Inoltre utilizzano tutta la foresta  trasporta non solamente zuccheri, ma anche notizie. Il fatto che finora non siano attribuiti agli alberi capacità di comunicazione, ricordi e sentimenti forse dipende dalla rigida distinzione tra animali e piante, la quale però dice qualcosa solo sul tipo di alimentazione, non su ciò che un essere vivente puà sentire.

Quindi ciò che la maggior parte delle persone vede come una foresta, sarebbe invece una comunità ben organizzata, una Grande Rete Verde? Può fare qualche esempio in questo senso?

Gli alberi sono molto sociali e si sostengono a vicenda. Se un esemplare è debole, i vicini lo rimettono in forze fornendogli sostanze nutritive. Ne possiamo dedurre che, forse, l’idea di evoluzione che abbiamo in mente è sbagliata: non è la lotta di tutti contro tutti, non sopravvive solo il più forte, ma solo insieme si è forti e si può formare una foresta sana. Una foresta sana è in grado di raffreddarsi di diversi gradi, quindi è particolarmente adatta ad affrontare il cambiamento del clima – a meno che non intervenga l’uomo e abbatta degli alberi.

Qual è secondo lei l’insegnamente più utile degli alberi per l’uomo?

L’insegnamento fondamentale che possiamo trarre dall’ecosistema foresta è che si può essere forti solo insieme. L’egoismo porta alla rovina, lo dimostrano le foreste in cui l’uomo interviene pesantemente per sfruttare il legname, distruggendo così il sistema sociale. Gli alberi diventano individualisti e manifestano presto segni di stress. Io credo che i principi fondamentali valgano per tutti gli esseri viventi, anche per noi. Proprio in questi tempi in cui il nazionalismo è in ascesa in molti stati, la foreste possono aiutarci a capire che l’egoismo porta solo vantaggi a breve termine.