di Maura Gancitano

Perché Laura Boldrini è tanto odiata sia dai deputati sia dai cittadini italiani? Perché la sua pagina Facebook è sempre piena di insulti e perché tanti politici e giornalisti non perdono occasione per inveirle contro?

Più volte si è tentato di creare scandali intorno a lei: in occasione del funerale di Nelson Mandela, a cui partecipò con il compagno, perché si disse che era assurdo che si portasse dietro il fidanzato (qui la notizia); in seguito a una bufala riguardante la sorella, che avrebbe gestito delle cooperative che davano assistenza agli immigrati (qui la notizia). La verità è che la sorella è morta da anni e che si occupava di restauro di affreschi, e che se Boldrini fosse stato un Presidente della Camera di sesso maschile e avesse portato la propria compagna ufficiale al funerale di Mandela nessuno avrebbe obiettato.

Stamattina il deputato M5S Alessandro Di Battista è stato cacciato dall’aula dopo averla aggredita verbalmente perché non lo stava facendo parlare dei vitalizi, dato che si trattava di un tema in discussione al Senato e non alla Camera (qui l’articolo su Repubblica). Dopo Di Battista, Alfonso Bonafede, altro deputato M5S e originario del mio stesso paese siciliano, è intervenuto apostrofandola così: “Lei non è una maestra né la mamma dei deputati”.

Una donna che afferma la propria autorità di fronte a un uomo è inaccettabile, e appare subito come “una mamma o una maestra”, cioè le uniche due figure femminili da cui un uomo italiano possa accettare di farsi rimproverare. È difficile vederla per ciò che rappresenta: la Presidenza della Camera.

Ecco il punto: Laura Boldrini dà un’immagine di solidità e di fermezza. Molto diversa dalla maggior parte delle altre politiche italiane: non è fascista, non indossa tailleur dalle tinte pastello, rassicuranti, non si mostra in topless nella stagione estiva, non è un’attrice mancata e non obbedisce ad alcun partito, la storia della sua vita è chiara, il suo impegno sociale è indiscutibile. Dunque è inaccettabile, è troppo.

Di fronte a una donna così la mente di chi ragiona in modo patriarcale va in tilt, è come se qualcosa nel cervello dicesse “Non dovrebbe stare lì, è ingiusto, è contro natura”. Ecco perché Bonafede è arrivato a dire che Boldrini sarebbe “presidente della Camera non si comprende in base a quale dinamiche”. L’avrebbe detto di un uomo?

Questo modo di pensare – che a volte si manifesta semplicemente con una “antipatia a pelle” – è ancora vivo in tutti noi, ed è necessario fare attenzione a tutte le volte in cui emerge. A volte alcune donne stanno antipatiche perché non hanno la vergogna e la paura che bloccano quasi tutte le altre, non per altre ragioni.

Mutatis mutandis, mi capita molto spesso di ricevere commenti da uomini quando mi occupo di argomenti che di solito sono appannaggio di persone di sesso maschile. Eccone uno esemplare.

Quando una donna parla di “cose da uomini” è sicuramente “mondana” (mondana?), “separata da se stessa”, “addormentata”, e soprattutto “usa il centro sessuale al posto del centro intellettuale”. C’è sempre qualcosa di fastidioso in una donna che usa il cervello, che non accetta di essere un oggetto sessuale, né di essere elevata a un essere superiore e spirituale solo per il suo essere donna.

Domandiamoci perché Boldrini suscita così tanto odio al di là del semplice valore delle sue azioni, perché è evidente che c’è qualcosa in lei che dà fastidio, ed è legato al fatto che questa donna ha scelto il proprio destino e lo porta avanti con determinazione.