Wilhem Reich e l’orgasmo di Dio

Estratto da l’articolo omonimo di Andrea Colamedici.

Secondo Reich la vita di ogni essere vivente si esprime attraverso i movimenti di espansione e di contrazione. Se il primo è un gesto verso l’esterno, la cui emozione corrispondente è il piacere, il secondo si svolge verso l’interno, dentro al corpo, ed ha l’angoscia come corrispondente emotivo. Sin dalla nascita l’essere umano si trova suo malgrado catapultato all’interno di un mondo pieno di angosce: l’esplosione creativa del neonato è costretta a fare i conti con la durezza angosciata dell’adulto che, non riuscendo a comprenderne appieno l’immensa portata rivoluzionaria, lo relega all’interno di schemi e comportamenti accettabili e comprensibili. Non sforzandosi, cioè, di comprendere il bambino, ma forzandolo a farsi comprendere dentro una struttura di pensiero prestabilita, l’adulto frustra il nuovo nato, obbligandolo a rientrare dentro di sé. Reich, nel corso dei suoi studi sulla natalità, scoprì che questo processo di frustrazione trova riscontro sia nel corpo fisico del bambino, attraverso le posture muscolari che delineano il nucleo della corazza muscolare, che al livello delle emozioni, attraverso una determinata contrazione caratteriale che in sostanza impedisce all’individuo di percepire completamente il proprio dolore, che definì corazza emozionale. Il collo, le spalle, le zone anali e pelviche, il torace e il diaframma si contraggono in seguito all’oppressione della spontaneità. Questo ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale, questo insieme degli atteggiamenti che l’individuo sviluppa per mettere a freno la propria voglia di vivere si manifestano quindi nel corpo, nelle emozioni (Reich parla chiaramente del sentirsi morti) e nella mancata relazione con altri corpi. Ogni tensione muscolare contiene, secondo Reich, non soltanto il significato ma anche la storia della sua origine. Il terapeuta è perciò in grado di risalire alle cause del blocco bioenergetico, al momento in cui si è formato e alle interferenze che ha creato nello sviluppo dell’individuo. Il tentativo dello psicologo austriaco è quindi quello di trasformare la prigione corporea nel tempio luminoso per cui e con cui era nato l’uomo, lasciando fluire tutta l’energia cinetica che naturalmente ne sgorga. Ad ogni pensiero o emozione, difatti, segue un gesto o un’azione; interrompendoli si blocca il fluire dell’energia, attraverso la contrazione permanente di un muscolo. Se la corazza di un animale è morbida, temporanea, giacché è relativa soltanto a svolgere la funzione di protezione durante una minaccia, quella dell’uomo ha perduto la sua funzione protettiva e funge esclusivamente da isolante perenne. L’uomo, in questo modo, non si conosce più. Non conoscendo il proprio corpo, non sa dove egli stesso inizi o finisca. Non osservando i propri confini non può riconoscersi e quindi non può più individuarsi.

Da cosa dipende la salute psichica dell’essere umano? Reich non aveva dubbi: dalla potenza orgastica. Dalla capacità, cioè, di vivere naturalmente e profondamente l’orgasmo: non «l’orinare nella donna, ma il renderla felice»; non la pornografia, ma l’abbraccio amoroso al compagno, quindi al mondo e quindi a se stessi. Reich partì dalle ricerche del suo primo maestro, Sigmund Freud, che attribuiva l’eziologia dell’isteria alla libido, «espressione dinamica nella vita psichica della pulsione sessuale». Vide nella libido l’energia primordiale della vita, la cui natura non è né elettrica né magnetica, distribuita in tutto l’universo. Volendone mostrare lo stretto legame con l’orgasmo Reich la battezzò orgone e diede alla scienza che se ne occupava il nome di Orgonomia. Affermò inoltre che l’orgone fosse di colore blu, onnipresente, visibile ad occhio nudo, responsabile del clima, del colore del cielo, della gravità, della formazione delle galassie e delle espressioni biologiche delle emozioni e della sessualità. Tra il 1930 e il 1940 Reich condusse diversi esperimenti volti a riscontrare la presenza dell’energia orgonica nella materia e scoprì che, con delle specifiche condizioni un certo tipo di sostanze tra cui il sangue, l’erba e la sabbia si decompongono in particelle bluastre pulsanti, che chiamò bioni. Scoprì che alcuni di questi bioni mostravano un forte fenomeno di radiazione, in grado di uccidere i batteri e le cellule cancerogene, e che strati alternati di fibra di vetro (una sostanza organica) e lana d’acciaio (una sostanza inorganica) erano in grado di attrarre e raccogliere energia orgonica positiva (OR) e negativa (DOR). Costruì delle grandi cabine, chiamate accumulatori orgonici o ORACS, grazie alle quali fu in grado di curare molti suoi pazienti affetti da cancro, attirando energia orgonica positiva e sciogliendo i blocchi energetici nel corpo del paziente. Arrivò a compiere una profonda riflessione sulle radici culturali che da millenni impediscono l’espressione naturale di questa energia nell’essere umano: per Reich tutte le malattie psichiche possiedono una causa energetica; finché il contesto sociale non sarà finalizzato all’espressione delle potenzialità umane, l’organismo dell’uomo continuerà ininterrottamente a produrre blocchi nel sistema corpo-mente. L’orgasmo elimina l’energia in eccesso attraverso la convulsione orgastica, agendo in questo modo da «regolatore naturale di tutte le funzioni bio-psico-emozionali». Le limitazioni della società umana, però, sono finalizzate al controllo e alla repressione della creatività e della sessualità (che per Reich sono tutt’altro che distanti), e contribuiscono alla nascita di «piccoli uomini» privi del concetto di libertà e amore, in balìa della brama di potere.

Quando comprese che il rapporto sessuale tra due amanti era in grado di generare qualcosa di fisicamente concreto e positivo, Reich cominciò a incanalare quelle energie nella terapia con i pazienti attraverso gli accumulatori orgonici. Fece i conti, quasi suo malgrado, con quelle forze dirompenti attorno a cui molti grandi saggi di ogni tempo e luogo hanno tessuto la stessa tela: l’energia orgasmica e la stupidità umana. Se molti maestri spirituali hanno dato enorme importanza alla sessualità nello sviluppo spirituale dell’individuo senza darne però indicazioni precise, Reich ha fatto dell’orgasmo uno dei cardini centrali delle proprie ricerche e divulgazioni.

Appare chiaro quanto Reich fosse giunto, attraverso un metodo minuzioso e scientifico, incredibilmente vicino alle grandi concezioni olistiche dell’esoterismo orientale ed occidentale. Arrivò quasi a postulare scientificamente l’esistenza di Dio: Dio, a questo punto, appariva essere il risultato perfettamente logico della consapevolezza da parte dell’uomo dell’esistenza di una logica funzionale oggettiva nell’universo. Inoltre sembrava del tutto logico che l’uomo, nonostante ogni sorta di distorsioni e di confusioni, avesse ripetutamente intuito che in qualche modo quella stessa logica funzionava dentro di lui. Come altrimenti avrebbe potuto l’uomo divenire consapevole della logica in natura al di fuori di lui?» (W. Reich, Superimposizione Cosmica) L’essere umano è l’atanòr dell’energia cosmica, il forno attraverso cui la coscienza prende coscienza di sé, nelle nozze alchemiche tra Dio e l’Uomo. Nell’immenso calore del fuoco sacro l’Uomo diventa orgasmo di Dio, mentre questi si manifesta attraverso l’esperienza orgastica dell’Uomo, in un susseguirsi destinico di incontri amorosi e creativi attraverso cui l’Universo governa se stesso.

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