Storia della nascita del Piccolo Principe

In occasione dell’uscita del nostro nuovo dardo “Lezioni del Piccolo Principe per disillusi” vi presentiamo un breve estratto del libro!!!

 

“Nella vita ho incontrato molte persone importanti, sono stato a lungo tra i grandi, li ho visti da vicino. La mia opinione su di loro non è molto cambiata.”

Quando Antoine de Saint-Exupéry scrive Il piccolo principe è già un famoso autore francese molto conosciuto anche negli Stati Uniti, grazie a delle traduzioni che gli avevano dato fama internazionale. È anche un provetto aviatore che sorvola il mondo dall’alto dei suoi aerei e che ha già ricevuto la Legion d’onore, il riconoscimento più importante assegnato dalla Francia ai suoi eroi. Eppure è un uomo alla continua ricerca di un senso della vita che gli dia motivo di scrivere, motivo di pilotare aerei, motivo per frequentare i suoi simili. Il piccolo principe è stato scritto tra il 1942 e il 1943, durante il suo soggiorno a New York. In quel periodo la sua vita oscilla tra speranza, momenti di scoramento, illusioni; perché anche se ha fama, ricchezza, gloria artistica, è un uomo insoddisfatto, infelice. Già da tempo continua a scarabocchiare su fogli, tovagliette, giornali, una piccola figura tenera di fanciullo con i capelli arruffati e una sciarpa appesa al collo. Sta provando a rimettere mano ai pennelli, sua passione infantile, e quando gli amici gli chiedono conto di questa ossessione per la delicata figura di quei disegni, dissimula dicendo semplicemente: «Oh niente! È solo un ometto a cui sono fedele». Il piccolo principe è nato nell’animo dello scrittore prima di tutto come immagine. Il testo è successivo, ma quella figura di ragazzino delicato e gentile, quasi malinconico, per anni lo segue come un angelo custode. Quando inizierà la scrittura vera e propria, alternerà gli acquerelli alla stesura del testo riservando al giorno fogli e colori e alla notte la scrittura. Nel 1942 si dedicherà completamente ad affinare il segno delle illustrazioni e riempirà centinaia e centinaia di fogli con disegni che regalerà ad amici e parenti. Nei suoi primi anni di apprendistato aeronautico Antoine fu assunto dalla Latécoère, una compagnia generale che dedicava le sue attività alle linee postali che uniscono la Francia all’Africa. In Africa Saint-Exupéry scopre che il lavoro duro forgia l’anima. Fa bene al carattere e allo spirito. Capisce che la vita forte del pilota, che porta sofferenza e gioia, è la sola che vale la pena d’essere vissuta. Spesso gli capita di fare atterraggi di fortuna in pieno deserto, cosa frequente per gli aerei dei primordi. La notte scrive. Alla fine del luglio del 1944 parte per il Nord Africa perché ha ottenuto l’arruolamento militare. Un giorno viene incaricato di fare una missione di volo nella regione di Grenoble da cui non farà più ritorno. Del pilota Antoine de Saint-Exupéry non si troverà più traccia. Dello scrittore rimangono una manciata di libri in parte datati, in parte ingenui, ma sempre ricchi di spiritualità. Poi c’è la gemma de Il piccolo principe, che spunta come un dono, e ci spinge a superare noi stessi e a sognare.

 

“Io non parlavo di serpenti boa, di foreste primitive o di stelle. Sceso al loro livello, conversavo di bridge, golf, politica e cravatte.

Davide Bregola

Lezioni di vita del Piccolo Principe per disillusi

Edizioni Tlön

€ 6,80

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