Oggi Socrate sarebbe un troll su Facebook

La tazza

rubrica di Andrea Colamedici

Sono sicuro che, se Socrate fosse vivo oggi, avrebbe una vita social molto attiva, vincendo la propria resistenza alla scrittura. Racconta Hegel nelle sue “Lezioni sulla storia della filosofia” che il filosofo greco potè infastidire così tanti Ateniesi perché questi avevano l’abitudine di passare parecchio tempo in piazza e nel ginnasio, un po’ a oziare e un po’ a fare ginnastica. Lo scopo della filosofia socratica, sostiene ancora Hegel, consisteva principalmente nell’intrattenere relazioni con gli altri esseri umani, andandoli a incontrare in quei luoghi che frequentavano più spesso. Al filosofo greco interessava entrare nell’occhio del ciclone, così da osservare i propri simili nel pieno della loro ordinarietà. Non in una scuola, non in un luogo “istituzionale”, ma lì dove gli umani erano più umani Socrate godeva come un matto nell’accompagnarli verso la sapienza.

E oggi qual è il corrispettivo delle piazze dell’Antica Grecia? Dov’è che s’incontra la stragrande maggioranza delle persone, e dov’è che si passa la stragrande maggioranza del tempo? Online, chiaramente. E, ancor più nello specifico, sui social. Socrate avrebbe oggi un profilo Facebook, Instagram o, meglio ancora, Twitter, preferendo di gran lunga le battute brevi e sferzanti – la brachilogia – ai lunghi monologhi che contraddistinguevano i suoi pomposi interlocutori. E la scrittura online, a differenza di quella cartacea, è perennemente modificabile, e permette di rispondere subito al proprio interlocutore. Socrate somiglierebbe a un troll e, forse, passerebbe parecchio tempo a disturbare i video motivazionali e self help pubblicati da Protagora e Gorgia. Metterebbe in giro meme falsificati con frasi tipo «È meglio bruciare che appassire» con sotto, firmato, Eraclito. O forse creerebbe una pagina autoironica, del tipo Le più belle frasi di Socrate o Commenti Memorabili a I Memorabili. Aggiungerebbe amici un po’ a casaccio, giusto per chiedere loro: «Per quale assurdo motivo ti fai trentasette selfie al giorno? Ti trovi davvero così interessante o hai semplicemente paura di non esistere?», e cose così.

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