Ritualizzare ogni passaggio della vita

di Maura Gancitano

girlNegli ultimi duecento anni, con la nascita della società di massa, abbiamo assistito a fenomeni mai avvenuti prima nella società occidentale: ci siamo concentrati nelle città, abbandonando in gran parte le campagne, abbiamo avuto condizioni igieniche migliori, alfabetizzazione, diritti individuali. Ci siamo liberati da varie forme di superstizione e di ignoranza, siamo stati sottoposti a profilassi preventive, malattie un tempo fatali sono diventate disturbi facilmente guaribili.

Per avere tutto questo abbiamo dovuto pagare un prezzo, cioè rinunciare progressivamente alla ritualità della vita e al senso di protezione di una comunità. I riti sono stati sostituiti dalla prassi, dal know-how, dai metodi. Molta dell’insoddisfazione che proviamo oggi, molto del bisogno di relazioni autentiche e di spiritualità vengono da questo inaridimento. Sentiamo la mancanza di qualcosa e un senso di nostalgia, come se si trattasse di qualcosa che abbiamo abbandonato, che nel passato c’era e adesso non c’è più.

Viviamo in una società in cui possiamo esprimere il nostro orientamento sessuale, i nostri desideri e le scelte di vita molto più serenamente rispetto a qualche decennio fa, eppure sentiamo questa insoddisfazione, il bisogno di riappropriarci di momenti di passaggio, di una dimensione magica e misterica della vita. Ecco perché siamo così attratti dall’Oriente, dal Sudamerica, da tutte le narrazioni che parlano di mondi fantastici e misteriosi. Ci restituiscono un’atmosfera di cui abbiamo bisogno e che non troviamo nel mondo ordinario.

Questa mancanza è propria soprattutto delle donne, che tradizionalmente sono state abituate a riunirsi, vivere insieme il parto, il ciclo mestruale, il puerperio, la crescita dei figli, a raccontarsi, ad aprirsi le une alle altre. Oggi è difficile trovare questi spazi, momenti di lentezza e di distensione in cui perde importanza lo scorrere del tempo, in cui non si devono incastrare mille appuntamenti in una giornata, in cui c’è spazio a sufficienza.

Ecco perché un romanzo come La tenda rossa di Anita Diamant, bestseller oggi fuori catalogo in Italia, è stato in grado di dare avvio in tutto il mondo alla nascita di migliaia di tende rosse, cioè di spazi riservati alle donne in cui riunirsi e raccontarsi. Quando un romanzo crea qualcosa nella realtà significa che ha dato voce a un bisogno essenziale. Un romanzo in cui le donne partoriscono insieme, soffrono e urlano insieme, gioiscono insieme non può non commuovere quelle donne che oggi vengono lasciate sole per ore in sala travaglio a vivere un dolore che non conoscono e non sanno gestire, che dopo il parto tornano a casa e il più delle volte passano i primi mesi di maternità da sole, senza spazio per esprimersi, senza qualcuno a cui raccontarsi, che si prenda cura di loro.

Ecco perché continuo a ricevere messaggi per via di un video che ho pubblicato su YouTube un anno fa: Imparare a proteggersi. Ecco perché continuo a ricevere messaggi da chi legge Malefica, perché ogni donna che partecipa ai miei seminari confessa come prima cosa di essere tremendamente arrabbiata. Perché forse anche la rabbia femminile nasce dalla profanazione dei nostri momenti rituali. La ritualità della vita non ha a che fare con i riti e le cerimonie, ma con la narrazione. Ha a che fare con la relazione, con il sentirsi ascoltati da un altro, protetti da una comunità.

Perché un conto sono ignoranza e superstizione, che le innovazioni tecnologiche e le conquiste sociali e politiche hanno giustamente spazzato via, un altro il bisogno di narrazione, il bisogno di sentire che la propria vita ha un senso, che è piena di significato. La sottrazione progressiva di momenti sacri, in altre parole, ha spazzato via anche il bambino con l’acqua sporca, e non è un caso che la narrativa fantastica sia nata proprio nel periodo in cui si stava perdendo il contatto con la dimensione pienamente comunitaria della vita nel mondo occidentale.

One reply on “Ritualizzare ogni passaggio della vita

  • Alessandra

    Si è vero che la vita di oggi è segniata di solitudine ma grazie a Dio e la emanicipazione abbiamo una scelta.Non dobbiamo stare dentro un branco di vecchie avvelenate matrone con la scusa di sentitsi protette, posiamo svilupare individuale senso di benessere andando avanti per le scoperte delle oportunita nuove. Nascondendosi dentro le braccia di ritti togliamo ci cosi detta LIBERTA.

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