Il PornoDolore. Perché essere sempre emozionati è come non esserlo mai.

La tazza

rubrica di Andrea Colamedici

Ha sconvolto l’America il pianto dei bambini migranti separati dai genitori nell’audio registrato al confine Usa. Sta portando i Repubblicani a votare contro la misura di Trump che divide i bambini migranti dai genitori.
Bene.
Ora però diciamo anche che ascoltarsi l’audio dei pianti disperati dei bambini sul sito di Repubblica, che si apre con “L’audio che segue potrebbe urtare la vostra sensibilità”, è fruire della peggiore pornografia del dolore. Perché non urtano la sensibilità: la solleticano. E che, in fondo, il voyeurismo è il modo migliore per sentirsi empatici pur essendo solo assetati di emozioni forti.
Uscite un momento fuori dalla volontà dietro alla pubblicazione di quell’audio. Pensate piuttosto a cosa vi succede dentro, quando davanti a un link simile cliccate speranzosi di emozionarvi. “Oddio, sto per ricevere la mia dose di smottamento interiore quotidiano. Così poi posso ricominciare a farmi i fatti miei”. L’emozione è il carburante della vita. Noi andiamo in giro con la macchina piena di taniche di benzina stracolme. Si può e si deve viaggiare con il serbatoio pieno a metà e senza scorta di benzina. Si sta più comodi e si viaggia più leggeri.

Perché essere sempre emozionati è come non esserlo mai.

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