Perché invidiare è bellissimo (anzi, è proprio un superpotere)

di Andrea Colamedici 

Sono un grande ammiratore dell’invidia. Per me è uno degli allenamenti alla felicità più utili e profondi.
Non sono d’accordo, infatti, con chi vede nei peccati (o “vizi”) capitali dei difetti o degli “abiti del male”, per dirla con Aristotele. Non mi sembrano neanche un ostacolo al proprio sviluppo, come altri ancora sostengono.
A me pare evidente che i vizi capitali, usati con saggezza, siano esercizi straordinari di apertura al mondo, e che possano perfino diventare dei veri e propri superpoteri. Prendiamo l’invidia.
 
Invidiare bene non è per niente facile: c’è senza dubbio chi è più portato e chi meno, ma saper in-videre, cioè vedere da sopra e dentro gli altri, è un’arte, una particolarissima forma di empatia. L’invidioso riconosce i motivi per i quali l’invidiato dovrebbe essere grato alla vita. Sa esattamente il perché dovrebbe essere felice e, esprimendo la propria invidia, gli ricorda la sua grande e immeritata fortuna
È per questo che sono sempre entusiasta quando scopro di essere oggetto d’invidia: perché in quel momento posso riscoprire i doni che ho e che, in effetti, non merito.
 
Difatti il vero Dono è per natura immeritato: altrimenti ogni tappa dell’esistenza non sarebbe altro che uno stipendio, e la vita solo un grande pagamento: uno scenario orribile, a guardarlo da vicino. La vita invece è smisurata, ingiusta e tremendamente generosa.
Io non credo di aver fatto nulla per meritarmi un cuore che batte e tutto quel che ne consegue: qualunque Dono (un talento, un successo, un traguardo), è per natura sproporzionato rispetto a quel che siamo, ed è meraviglioso proprio per questo. Per quanto tu possa aver faticato per ottenere qualcosa, “c’è ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore“, come scriveva De André. 
 
A chi vuole un consiglio per essere felice, suggerisco di potenziare il superpotere dell’invidia seguendo questa guida pratica in 7 punti con cura:

 

Ménageot, Invidia taglia le ali di Fama


 
1) Osserva gli altri il più accuratamente possibile
2) Selezionane alcuni che secondo te hanno molto più di quel che meritano
3) Tra questi fai un’ulteriore selezione: scegli solo quelli che hanno ciò che dovresti avere tu, e che non hai
4) Analizza e soppesa quanto e perché è ingiusto che loro abbiano quella fortuna
 
A questo punto, dopo aver padroneggiato l’invidia ordinaria, per trasformare il “vizio” in superpotere segui questi ultimi tre punti:
5) Comprendi che ogni fortuna è immeritata e cerca un motivo per invidiare chiunque, nessuno escluso
6) Esercitati a invidiare con tutte le tue forze solo e soltanto chi non invidieresti mai. Qualcuno per cui provi pena.
7) Infine, invidia te stesso
 
 
«L’invidia è ammirazione segreta», scriveva Kierkegaard. “Tu riesci dove io non oso. Tu hai tutto per essere felice“, dice l’invidioso. Se impara a dirlo bene può aiutare chiunque, mostrando all’invidiato quella meraviglia che non sapeva ancora vedere. E così si invidierebbe per quanto invidia bene, e si riscoprirebbe felice.

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