Perché è sano essere Politicamente Corretti

di Maura Gancitano

Mi ha sempre insospettito il modo in cui viene usata l’espressione “politicamente corretto”. L’accezione infatti è negativa: essere “politicamente corretto” significa essere ipocrita, e qualcosa di “politicamente corretto” (un libro, un film, una trasmissione televisiva) è finto e inautentico, come se nascondesse qualcosa di marcio.

Qualche settimana fa ho incontrato una persona che ha fatto una considerazione semplicissima eppure illuminante: “quando mi dicono che quello che dico è politicamente corretto io non lo prendo come un insulto, anzi sono contenta; io desidero che quello che dico sia politicamente corretto, io voglio fare politica in modo buono, occuparmi del bene comune”.

Perché infatti comportarsi in modo corretto dovrebbe essere negativo? Il presupposto è che sia falso, cioè che in fondo siamo tutti cattivi, scorretti, sleali e interessati solo al nostro tornaconto. Chi si pone in modo corretto è quindi uno sfigato o un falso; chi si pone in modo scorretto e irrispettoso è invece uno che sa come stare al mondo.

La correttezza, infatti, è merce rara in un mondo in cui si viene educati alla competitività, alla rincorsa ossessiva del successo a discapito della lealtà.

Ecco cosa si legge sul sito dell’Enciclopedia Treccani:

L’espressione angloamericana politically correct (in ital. politicamente corretto) designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone. Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e nella sostanza, da pregiudizi razziali, etnici, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale o relativi a disabilità fisiche o psichiche della persona.

È proprio quello che anch’io cerco di fare, nonostante a volte non mi riesca. E la mia idea di società ideale è una società in cui tutti vengano rispettati al di là delle loro caratteristiche, al di là del genere, delle capacità fisiche, del colore della pelle. È ipocrita questo? Per me no.

Desidero essere politicamente corretta, e quando qualcuno mi dice “eh, ma così sei politicamente corretta” non la prendo più come un’offesa, ma come un complimento.

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