Perché curare con l’energia non è solo roba da fricchettoni


Siamo stati programmati per guardare il mondo attraverso una visione rigida ed esclusiva. Per questo motivo percepiamo solo ciò che sta dentro parametri molto stretti. Così come un certo addestramento è necessario per capire e usare una macchina, allo stesso modo è richiesto anche per utilizzare alcune capacità latenti. Queste rimangono inattive tutta la vita, in primo luogo semplicemente perché nessuno ci ha mai detto di averle, o di poterle impiegare, proprio come nel racconto dell’aquila cresciuta da una gallina senza conoscere il suo vero potenziale. Noi possediamo molte capacità occulte che aspettano solo di essere esplorate, ma per farlo abbiamo bisogno principalmente di prendere coscienza della loro esistenza.

Un modo per raggiungere questo obiettivo è esporsi ai racconti di potere, perché aiutano a creare un precedente all’interno della nostra visione del mondo. Una volta conosciuta la fattibilità di qualcosa che prima non osavamo neanche pensare, questa possibilità diventa per noi reale. Il caso esemplare è il dono di curare, di cui tutti siamo in possesso in grado diverso. A tal riguardo, è necessario avere l’intento di aiutare gli altri con totale distacco. In effetti, la parte più difficile della guarigione è il distacco richiesto per canalizzare l’energia curativa. A quel punto dalla regione ombelicale si sprigiona una forza cui ci si può forse riferire come al desiderio sincero di aiutare e curare la persona, o talvolta come alla stessa energia che passa attraverso mani curative. In altre occasioni, il distacco porta semplicemente ai procedimenti adeguati per aiutare il paziente con la sua malattia.

I curanderos veggenti percepiscono il campo energetico dell’essere umano come un campo luminoso, proprio come descritto da don Juan. Solo che, oltre a questo, concentrano la loro attenzione sull’aspetto del bilanciamento e funzionamento del complesso organico-energetico.

Una volta don Melchor mi disse:

«È essenziale sapere che, nello stesso modo in cui il fuoco ha bisogno della legna come combustibile per esistere, anche il corpo luminoso, che è la nostra vera essenza, usa il corpo fisico come fonte primaria di energia. Dunque, più si perfeziona l’organismo, meglio si riesce ad agire a livello energetico.»

I curanderos riescono così, concentrandosi sull’energia, a curare il problema alla radice e non in forma palliativa come fanno i medici occidentali che cercano di eliminare il sintomo senza preoccuparsi delle cause reali della malattia. Non si sconfigge l’incendio in un edificio spegnendo l’allarme. I palliativi possono risolvere un mal di testa, ma così fanno passare solo il sintomo; così il problema in sé rimane latente. Ci sono dottori più interessati a esaminare le tasche dei pazienti che la loro salute.

I dottori dovrebbero prendere più seriamente il famoso giuramento che fanno quando si laureano, in cui è inclusa l’onestà. Oggigiorno ci sono medici che fissano una tariffa oraria come fossero tassametri, e altri che arrivano a stabilire riduzioni di prezzo per attrarre più clientela, neanche fossero dei semplici mercanti.

La guarigione è un’arte sacra, ma nelle mani della medicina moderna si è purtroppo trasformata in un supermercato della salute. La maggior parte degli studenti si dedica a questa scienza per interessi finanziari o per il riconoscimento sociale che deriva dall’esser medico, non per vocazione o devozione. Questo è il principale motivo per il quale le persone povere muoiono nelle corsie di ospedale.

I medici occidentali sanno poco o niente dell’energia. Per questo trattano il paziente come un oggetto, una materia organica che inizia ad avere delle disfunzioni. Per motivi esaminati sempre da un punto di vista rigorosamente razionale, e poiché i più semplicemente non vedono l’energia, in pochi considerano questa alternativa: che una malattia può avere cause energetiche.

Uno dei miei compagni, un guaritore Zoque una volta disse:

«Quando sapemmo per la prima volta che gli orientali utilizzavano l’agopuntura come tecnica di guarigione, la cosa ci riempì di piacere, e adottammo subito l’uso degli aghi. I nostri antenati adoperavano spine di agave per realizzare questa pratica molto efficace. Bisogna però stare attenti, perché ci sono molti che, anche senza essere curanderos, applicano gli aghi. A volte ci riescono, ma la maggioranza fallisce perché non vede e non può essere precisa sul punto corretto di applicazione. Per essere un vero agopuntore si deve innanzitutto essere un veggente.»

Aggiunse che le carte di agopuntura in vendita identificano i punti solo per nome e danno una descrizione approssimativa della loro collocazione, ma in realtà cambiano di persona in persona. Per questo, se si vogliono utilizzare gli aghi, è molto importante vedere il flusso di energia.

L’agopuntura è certamente una delle risorse più preziose utilizzate dai curanderos per guarire i pazienti. L’aspetto curioso della questione è che la medicina moderna riconosce la bontà della pratica dell’agopuntura, non perché le piace ma perché non può confutarne i risultati ottenuti. Tuttavia pochi riescono a spiegarne il funzionamento, perché si ostinano a negare che l’essere umano sia un conglomerato di canali energetici invisibili e inosservabili per gli strumenti della tecnologia medica.

Sarà un giorno glorioso quello in cui la scienza medica lascerà da parte i suoi pregiudizi e farà uso delle conoscenze dei curanderos. Ciò sarà possibile solo attraverso una rivoluzione culturale, che può accadere solamente con l’accettazione nelle università di un “dottorato in energia”.


Tratto da Gli insegnamenti di Carlos Castaneda e altri stregoni, di Armando Torres. Lo trovi su Tlon, su Amazon e in libreria.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *