Manifesto della mamma imperfetta – Spider-Mom

In previsione dell’uscita nelle librerie del nostro ultimo dardo, “Manifesto della mamma imperfetta”,  per il 19 luglio, vi presentiamo un estratto del libro di Giordana Ronci.

Prendo i bambini da scuola e oggi anche la cuginetta, che sta con noi. Mentre rientriamo inizia a piovere. Quattro bambini al seguito e relativi zaini, cambi bagnati da lavare, la mia borsa, la spesa, le chiavi di casa. Tutto in mano. Ficco la chiave nella toppa. Non gira. Impreco silenziosamente tra me e me mentre la pioggerella inizia ad aumentare. “Dai che tra un minuto siamo al caldo”, penso io «Mamma inizia a piovere forte!» «Mamma pioveeee». «Mamma perché non apri?» Impreco silenziosamente. «Ragazzi non si apre. Un attimo di calma. Posiamo tutte queste cose un attimo per terra e proviamo con calma. Aiutatemi con un bel respiro così facciamo prima». «Mamma noi respiriamo, ma non funziona…» Molto bene. Respiro. «Ok, ci serve una scala. Andiamo a chiedere ai vicini». «Che ci facciamo con la scala mamma, serve una chiave che apreeeee!» «Entriamo dalla finestra!» «Dalla finestraaaaaa?» «Io non ci salgo lassù, ho paura. E se cadiamo?» Flavia (la cuginetta) piange. «No scusate bimbi, mamma entra dalla finestra e vi apre. State tranquilli, andiamo a chiedere una scala. Flavia tutto ok?» «Piove, voglio andare a casa». «Ok, un minuto e zia apre la porta ok?» Io con aria impavida li guido verso casa del vicino, mi ripeto che andrà tutto bene ma me la sto facendo addosso perché penso che non troveremo mai una scala abbastanza alta (siamo al secondo piano) e sarà un pomeriggio infernale. Ma continuo a ripetere come un mantra: “Molto bene, molto bene” e inizio a sorridere di me, che ancora mi lascio incantare dalle parole magiche. E invece… la scala più alta del mondo si palesa ai nostri occhi. Semplice, a pioli, come la riuscirei a disegnare persino io. E capisco che quella che credevo fosse paura non era niente rispetto a quello che provavo ora. Stavo per salire a un’altezza improbabile su una scaletta sottile lungo un muro liscio e senza appigli. E una volta in cima avrei dovuto sfondare la zanzariera. Daje. Sorriso smagliante. «Vi apro subito, voi iniziate a salire le scale che io salgo da qui e vi apro la porta da dentro», dico ai bimbi. E intanto penso: “Così se mi sfracello almeno vi risparmio il trauma di vedermi spiattellata”. Molto bene. Respiro. Inizio a salire. «Mimmo reggi forte sta scala che c’ho tre figli che hanno bisogno di una madre! Lui ride io, atea, prego in sanscrito antico e salgo più veloce che posso. Arrivo, strappo la zanzariera con la forza del terrore, entro con balzo felino, apro la porta con sorriso smagliante». «Mamma sei stata bravissima! Ma avevamo paura che eri lassù in alto, tu no?!» «A dire la verità sì, ma è passata, facciamoci una cioccolata calda e non ci pensiamo più, ok? E abbracciatemi forte così passa tutto». La sera: «Papà lo sai che siamo rimasti chiusi fuori e pioveva e c’era pure Flavietta?» «Come chiusi fuori? E come avete fatto?» «La porta non si apriva, si era incastrata la serratura. Mamma si è arrampicata fino alla finestra del bagno e ci ha aperto. Come Spider-Man. Solo che invece delle ragnatele, per salire ha usato la scala di Mimmo!» Paolo mi guarda, un bagliore di incredulità lascia subito il posto alla certezza che sia tutto vero. Ridiamo.

 

Giordana Ronci

Manifesto della mamma imperfetta

Edizioni Tlön

€ 6,80

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