L’unico aiuto esterno che possiamo ricevere

Durante una conversazione, mentre parlavamo di ciò che poteva compromettere il mio cammino, Carlos disse: «L’autocommiserazione e l’importanza personale sono i veri tiranni; impediscono alle persone di vedere chiaramente le cose. Pertanto, se vuoi fare veramente qualcosa per te stesso, comincia a combattere questi nemici oggi, da questo istante!» «Ma come posso fare?» «Rimanendo inflessibile, restando all’erta e vigile a ogni azione, pensiero ed emozione che ti assalgono; facendo agguati a te stesso instancabilmente e senza abbandonarti ai tuoi vizi». Poi continuò: «Se cominci ora, avrai fatto il primo grande passo. È vero, potranno essere anni di sacrifici, ma almeno non sarai più inerte». Con vizi lui intendeva le concessioni che tutti facciamo a noi stessi quando diciamo cose tipo “non posso vivere senza questo o quello”, o “mi concederò il lusso di questo”, o la nostra vecchia giustificazione quando ci raccontiamo “questo me lo merito”. Essere attento a ogni pensiero, parola o azione è senza dubbio una grande sfida. Aveva ragione: mi ci sono voluti anni di duro lavoro. Per me, il processo è stato graduale. Quando finalmente realizzai che le mie azioni non riposavano più sull’autocommiserazione, sentii di essermi veramente liberato di un grosso peso. La cosa più incredibile è che fino a quel momento non mi ero nemmeno accorto di portarlo. Questo compito è davvero una costante battaglia quotidiana che il guerriero combatte contro se stesso, contro la sua importanza personale e la sua autocommiserazione, e in sostanza contro la sua stupidità. Per vincerla, bisogna compiere ogni momento lo sforzo di non distrarsi e di restare consapevoli giorno e notte, dal momento che se uno abbassa la guardia anche solo un istante perde la protezione contro l’assalto dell’ego. Ora capisco cosa Carlos intendesse quando affermava che i maestri non sono necessari. Lui sosteneva che questa battaglia è come andare in bagno, qualcosa che bisogna fare da soli, perché è un lavoro strettamente personale. La lotta è contro il proprio ego e nessuno può aiutarci. L’unico aiuto esterno che i nostri compagni possono fornirci è forse renderci consapevoli della nostra debolezza. Il che, comunque, fa sorgere un nuovo problema: spesso vediamo chi ci segnala i nostri errori come un avversario o un nemico, quando invece dovremmo essergli grati perché è il nostro benefattore.


Armando Torres

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