La spiritualità allo stato gassoso

di Andrea Colamedici

Dopo un’assidua frequentazione di guru, centri olistici, salotti spirituali, scuole esoteriche e corsi triennali di tecniche evolutive ho raggiunto una sola e semplice certezza: parlare di spiritualità è come scoreggiare in ascensore. In entrambi i casi ci sono modi migliori per rompere l’imbarazzante Silenzio.

ascensore

Proseguendo la similitudine, l’ascensore è la Terra, questo bizzarro pianeta in viaggio nello spazio che ci ospita per motivi non meglio specificati. Siamo nati qui, qui viviamo e qui moriamo, e questo ci basta. Siamo perfino in grado di schematizzare il viaggio che la Terra e i pianeti compiono annualmente attorno al Sole, ma non abbiamo idea di dove stia davvero andando il Sistema Solare nell’Universo (né tantomeno dove stia andando l’Universo). Semplicemente, qualcosa si muove. È divertente pensare a quanto ci bastino delle informazioni così esigue, frazionate e banali. La Terra gira attorno al Sole, e con lei un’altra decina di pianeti e una manciata di satelliti.

Su questo Ascensore-Terra, molto simile ad un montacarichi, passiamo la maggior parte del tempo a chiacchierare senza sosta pur di non fermarci a sentire il terrificante silenzio (che malgrado tutti i nostri sforzi trova sempre il modo di manifestarsi). Succede, talvolta, che qualcuno si sposti dal centro dell’ascensore, dove notoriamente avvengono le chiacchierate più rumorose. Che si defili, cioé, dalle tecniche più efficaci per passare indenni il tempo a bordo: desideri, emozioni, immaginazioni. Nulla di complicato o terribile, ma a un volume sufficientemente alto da coprire per bene l’imbarazzante silenzio. Qualcuno, dicevamo, ogni tanto si defila dal centro dell’Ascensore. Qualcuno si appoggia a quella che sembra una porta d’entrata, cercando così di indagare le radici dell’umanità, il senso dell’antica Tradizione. Qualcun altro si avvicina a quella che sembra un’uscita, esplorando le potenzialità psicofisiche dell’uomo (sempre che l’entrata e l’uscita non siano la stessa porta; sempre che ci siano davvero un’entrata e un’uscita. Altri ancora si posizionano di fronte all’incomprensibile pulsantiera, inoltrandosi nel mondo delle Scienze StraOcculte, della SuperMagia e di cose così. I più coraggiosi spingono tasti a caso, talvolta convinti di aver trovato o replicato una qualche combinazione importante: nei casi più straordinari da sotto la pulsantiera esce fuori qualche bevanda, uno snack o un pacchetto di sigarette, ed è grande l’entusiasmo di quei pochi che avevano osato tanto. In seguito a certe combinazioni qualcuno muore, qualcun’altro sparisce, ma non si capisce bene perché. Ad ogni modo l’ascensore prosegue placido e ininterrotto il suo viaggio verso l’ignoto, offrendo saltuariamente qualche scossone atto a ravvivare la giornata di chi, posizionato alle pareti della struttura, rischia di annoiarsi un po’ troppo e di farla finita. Fortunatamente, a ravvivare la situazione intervengono i celebri Scorreggiatori Professionisti, vale a dire gli esperti di temi spirituali. Guru, maestri ascesi e discesi, avatar, conferenzieri, scrittori, filosofi, filologi, gestori di centri olistici e librerie esoteriche, operatori olistici e così via. Sebbene talvolta si parta da domande bizzarre, tipo: «Ma dove va e da dove viene questo ascensore? Sale, scende, va avanti, indietro? Perché mi trovo qui? Cosa posso fare mentre sono in viaggio, stipato con altri viaggiatori altrettanto inconsapevoli?», quasi sempre la conclusione è straordinariamente efficace: «Ma certo: posso scoreggiare!». Effettivamente si tratta di un atto dalle innumerevoli conseguenze positive:

  • Inserisco una nota di colore sonoro nel grigio chiacchiericcio dell’Ascensore.
  • Elevo la percezione olfattiva dei miei coinquilini.
  • Nel complesso, mi faccio notare un po’ da tutti per le mie prodezze balistico-sonoro-olfattive.
  • Soprattutto, provo un gran piacere liberatorio.

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Quando i nasi e le orecchie non riescono più a reggere tutta quella bellezza – ma fortunatamente ciò accade molto di rado, perché pochissimi sono gli schizzinosi – ci si ributta al centro dell’Ascensore, fino a che ce la si fa. Poi eventualmente si torna ai bordi, e si prosegue il viaggio. Divertente, no?

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