Incontri con Gurdjieff – Riguardo la sessualità

QUARTO INCONTRO
Giovedì 8 aprile 1943

Lebeau: Si può lavorare in un bagno turco, e qual è la cosa migliore da fare?

Gurdjieff: L’hammam è un ottimo luogo per il lavoro, se uno ci riesce. In particolare, è utile usare la stanza più calda o il momento del massaggio. Applichi di continuo il ricordo di sé, faccia esercizi. Per essere in grado di farlo, prometta a sé stesso di lavorare prima di entrarci. Mentre è lì pensi. Si prefigga un compito, perché all’inizio sarà difficile, ma se ci si impegna si riesce a lavorare bene. La sensualità espande, ciascuno si immerge completamente all’interno delle piacevoli sensazioni corporali, e in più lavorare in un hammam offre delle difficoltà.

Philippe: Come bisogna intendere le parole «sacrifica la tua sofferenza»?

Gurdjieff: Sacrifica la tua sofferenza al tuo vicino, la tua sofferenza volontaria, non per te stesso ma per gli altri. Questa era una regola che faceva parte del giuramento che un tempo pronunciavano i medici, quando erano ancora astrologi, molto tempo fa, quando dovevano promettere di sacrificare il sonno, la fatica e la sofferenza per gli altri.

Philippe: Perché la maggior parte della sofferenza umana ruota intorno all’amore e alle cose che riguardano il sesso?

Gurdjieff: Perché questa domanda? Non la riguarda personalmente. Provi a formularla in un altro modo.

Philippe: Perché la maggior parte delle associazioni che interferiscono con il lavoro sono associazioni sessuali?

Gurdjieff: Questa domanda è soggettiva. Non è così per tutti gli uomini. È un’anormalità, il risultato della masturbazione infantile. Ma qual è il collegamento con la sofferenza? Qui non c’è alcuna sofferenza. Ogni uomo ha in sé tre tipi di escrementi che vengono elaborati e devono essere espulsi. Il primo è il risultato del nutrimento ordinario e si elimina da sé in modo naturale, e questo deve succedere ogni giorno; in caso contrario, un medico lo sa bene, ne consegue tutta una serie di malattie. Per la stessa ragione deve essere espulso il secondo escremento, attraverso la funzione sessuale. È necessario per la salute e l’equilibrio del corpo. Per alcuni è necessario farlo ogni giorno, per altri una volta alla settimana, per altri una volta al mese oppure ogni sei mesi. È soggettivo. Deve scegliere però un bagno adatto, uno che vada bene per lei. Il terzo escremento si forma nella testa, è la spazzatura del terzo tipo di nutrimento, le impressioni, e quelle scorie si accumulano nel cervello (il medico questo non lo sa, così come non conosce il ruolo dell’appendice nella digestione e la rifiuta come una scoria). Non deve mescolare per forza gli atti sessuali con il sentimento. A volte è normale che coincidano, ma l’atto sessuale è una funzione. Lo si può considerare esterno a sé, anche se l’amore è interno. L’amore è amore. Non ha alcun bisogno del sesso. Lo si può provare per una persona dello stesso sesso, persino per un animale, e la funzione sessuale in quel caso non si mischia. A volte invece è normale unirle, è uno degli aspetti dell’amore. È più facile amare così, anche se allo stesso tempo poi è complicato rimanere imparziali come l’amore richiede. Allo stesso modo: se si considera la funzione sessuale necessaria da un punto di vista medico, perché si dovrebbe amare un rimedio, una medicina? In origine l’atto sessuale dev’essere stato effettuato solo per la riproduzione della specie, ma a poco a poco gli uomini ne hanno fatto uno strumento di piacere. Doveva essere un atto sacro. Bisogna sapere che questo seme divino, lo sperma, ha anche un’altra funzione: quella di creare in noi un secondo corpo. Per questo motivo la frase: «Felice colui che comprende la funzione degli hexioekhari per la trasformazione del proprio essere. Infelice colui che li usa in modo unilaterale».

Dr. Aboulker: Perché le religioni proibiscono l’atto sessuale?

Gurdjieff: Perché in origine conoscevano l’uso di questa sostanza, e da qui la castità dei monaci. Ora questa conoscenza è stata dimenticata e rimane soltanto la proibizione, che attira sui monaci molte malattie e disordini. Guardi i preti, per esempio, quando diventano “grassi come maiali”, poiché l’urgenza di mangiare li domina, o quando sono “magri come il diavolo”, e hanno dentro poco amore per gli altri; i grassi sono meno pericolosi e più gentili.

Georges I. Gurdjieff

Incontri con Gurdjieff

Edizioni Tlön

€ 10,97

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