Il simbolismo dei Tarocchi

In occasione dell’uscita del nostro nuovo dardo vi presentiamo un estratto da “Il simbolismo dei Tarocchi, Filosofia dell’occultismo nelle figure e nei numeri” di P. D. Ouspensky, traduzione e saggio introduttivo a cura di Nicola Bonimelli.

 

Nella letteratura occulta o simbolica, vale a dire nella letteratura che si basa sul riconoscimento dell’esistenza di una conoscenza nascosta, troviamo un fenomeno di grande interesse. Si tratta dei Tarocchi. I Tarocchi sono un mazzo di carte ancora oggi usato nell’Europa meridionale per giocare e per predire il futuro. Non sono molto diverse dalle normali carte da gioco: queste, infatti, altro non sono che un mazzo di Tarocchi ridotto […]. Secondo una leggenda, i Tarocchi rappresentano un antico libro di geroglifici egizi, costituito da 78 tavolette giunte a noi miracolosamente […]. A prima vista, i Tarocchi sono un mazzo di carte, ma nel loro significato più profondo sono qualcosa di totalmente diverso. Essi sono un “libro” il cui contenuto filosofico e psicologico può essere letto in molti modi diversi. Darò un esempio di un’interpretazione filosofica del contenuto generale del Libro dei Tarocchi – questo è il loro titolo metafisico – che mostrerà facilmente al lettore come questo libronon possa essere stato inventato dai gitani illetterati del xiv secolo […]. Per quanto riguarda il loro scopo, sono una sorta di abaco filosofico.

  1.  Offrono la possibilità di specificare in varie forme grafiche (come i già citati triangolo, punto e quadrato) idee che sono difficili se non impossibili da esprimere in parole;
  2.  Sono uno strumento della mente, uno strumento che può servire ad allenare la capacità combinatoria delle associazioni mentali;
  3.  Sono un dispositivo per esercitare la mente, per abituarla a concetti nuovi e più profondi, per arrivare a pensare in un mondo di dimensioni più elevate, e per comprendere i simboli

Che cosa si può dire di questo insegnamento sconosciuto che sono i Tarocchi? Liquidarli come fossili di un sapere superstizioso? Nient’affatto. Sono frammenti di un incontro con Altro, tracce da cui è possibile risalire – o ridiscendere – verso un’intimità silenziosa eppure viva. Ouspensky pubblicò questo testo sui Tarocchi nel 1911, quindi a.G., avanti Gurdjieff. Lo rivide e ampliò nel 1929, quindi d.G., dopo l’incontro con Gurdjieff, per ripubblicarlo nel 1930 nella raccolta di testi filosofici, esoterici e simbologici dal titolo Un Nuovo Modello dell’Universo, e la traduzione che stai per leggere, caro lettore, fa riferimento a quest’ultima versione. Il suo metodo “descrittivo e narrativo” è insieme dettagliato e frammentario, e mi auguro, caro lettore, che la lettura, come ha fatto con me, ti colmi di curiosità senza tuttavia saziarti, e come mi pare fosse intenzione dell’autore. Infatti, anche se Ouspensky è preciso, rigoroso e a tratti pedante come è nel suo stile, la sua più profonda sensibilità gli impedisce di essere rigido e conclusivo. Egli segue tre “linee narrative”:

1-    fornisce una chiave interpretativa sulla simbologia numerica delle carte, dei loro semi e delle figure, riconducendole ad altre discipline quali la Cabala, la Magia, l’Alchimia e l’Astrologia; in questo modo rimarca il valore dei tarocchi come macchina filosofica, ovvero non solo un oggetto di studio in sé ma anche per sé. Vale la pena riportare un brano della prima versione di questo testo, che non compare nell’edizione del 1929 che qui viene tradotta: «Chiunque sia interessato a questo enigma filosofico, dovrebbe chiedersi: “Cosa sono dunque i Tarocchi? Sono una dottrina o semplicemente un metodo? […] Chi scrive crede che i Tarocchi possano essere usati per entrambi gli scopi, sebbene, ovviamente, i contenuti di un libro che possa essere letto dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio non può essere considerato, in senso ordinario, rigidamente definito. Ma forse proprio in questa indefinitezza dei Tarocchi e nella complessità della loro filosofia possiamo trovare l’elemento che costituisce ciò che li definisce»;

2-    fornisce una succinta ma dettagliata documentazione degli studiosi che, prima di lui, hanno affrontato questi arcani;

3-    azzarda «una comprensione puramente soggettiva» degli Arcani Maggiori: «è interessante provare a ri-delineare le carte dei Tarocchi in profili, immaginando le carte con i significati che esse dovrebbero avere; in altre parole: semplicemente immaginando il loro possibile significato».

P. D. Ouspensky

Il simbolismo dei Tarocchi

Filosofia dell’occultismo nelle figure e nei numeri

Edizioni Tlön

€ 6,80

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