Ergimino Mucale – La filosofia in Africa

Intervita pubblicata il 10 settembre 2014 su Affaritaliani.it.

Come si sta sviluppando la filosofia in Africa?
“Si studia tutto ciò che si studia anche in Europa e in America, la filosofia cosiddetta “canonica”: Storia della filosofia (dai presocratici ad oggi), Filosofia Politica, Etica, Teorie della conoscenza (gnoseologia ed epistemologia). Poi c’è una parte del pensiero che invece viene definito propriamente Africano…”.

In che cosa consiste?
“John Mbiti la definisce ‘un processo di comprensione, atteggiamento di coscienza, percezione e logica che riflette il modo in cui il popolo africano pensa, agisce e parla nelle diverse situazioni della vita’. Secondo il filosofo Oruka invece si tratta di una sintesi della cultura e del sistema artistico leterario afro. Io credo che la filosofia africana sia una riflessione metodica e critica sulla realtà. Parte dal substrato metafisico e culturale africano con l’intento di promuovere cultura e sviluppo. È nata molto prima di quella greca e, di conseguenza, di quella europea. In tanti hanno difeso questa idea prima di me, tra questi, Cheikh Anta Diop, Martin Bernal, Molefi Kete Asante, Theophile Obenga e oggi questo importante legame col tempo e con la condizione quasi primitiva dell’uomo permette di ridare importanza ad aspetti naturali e sensoriali che le filosofie europee hanno perso”.

La filosofia contemporanea nasce anche da un rapporto con la storia no?
“La storia dei paesi africani è anche storia di sofferenza, di schiavitù, di fame. Per questo tutti i filosofi contemporanei partono concettualmente dalla ricerca di libertà per poi sviluppare teorie in senso olistico. Come sostiene il filosofo mozambicano Severino Ngoenha la ricerca di libertà è il fulcro della Filosofia Africana. Un altro punto importante del dibattito filosofico contemporaneo è l’interculturalitá. Dalla cultura bantu (o bantuismo) si stanno diffondendo in tutta Europa dei movimenti pacifisti nuovi che conquistano giovani di tutte le nazionalità e indirizzano sempre più persone verso una concezione di tolleranza e convivenza che si basano non soltanto sull’affinità intellettuale, ma anche sull’empatia fisica che deve essere e diventare sempre di più un punto di partenza della convivenza pacifica. Da qui il motto: ‘Io sono perché noi siamo ed è perché noi siamo che io sono'”.

Quale aspetto della filosofia africana sarebbe interessante portare in Europa per un confronto culturale?
“In un momento in cui è sempre più sentita l’esigenza di apertura all’incontro e di dialogo con le altre culture, sulla base dei concetti di equità e solidarietà, è importante superare ogni tendenza etnocentrica. Ciò che caratterizza la Filosofia Africana e, immagino, potrebbe essere d’aiuto agli Europei, è la dimensione umanistica e olistica del pensiero africano”.

Ergimino Mucale

Ovvero?
“Significa che ogni riflessione parte da un presupposto, che esistono interconnessioni tra le cose e il mondo, a differenza della visione dicotomica aristotelica. L’olismo – comprensione del tutto attraverso le parti, e viceversa – implica un’antropologia filosofica specifica per cui esistere significa essere-con-gli-altri e attraverso gli altri in un’assiologia che dà la priorità ai rapporti umani. Il senso di collettività e di empatia tra singoli sono dunque molto forti e hanno conseguenze importanti sia nella vita sociale che in quella politica. Con questi presupposti la Filosofia Africana (umanistica e umanizzante) diventa un vero e proprio richiamo alla vita, con una valenza quasi religiosa.
Ecco perché proprio in questo momento fa tanta presa sulle giovani comunità occidentali che vivono nel continuo tentativo di combattere l’individualismo post-moderno”.

Quali sono i filosofi africani (del passato e contemporanei) che più stanno facendo presa sui giovani europei o americani?
I Filosofi africani (egiziani) antichi sono: Imhotep (2700 a.C.), Akhenaten, Ptahhotep (2414 a.C.), Kagemni (2300 a.C.), Merikare (1990 a.C?), Duauf, Amenemope (980 a.C.), Sohotepibre (1991 a.C.), Amenemhat (1991 a.C.), Amenhotep, figlio di Hapu, Khun-anup (2040-1650 a.C.), Akhenaton    (1300 a.C.). Tra questi filosofi, Imhotep e Amenhotep, figli di Hapu sono i più rilevanti, essendo stati entrambi divinizzati. Abbiamo un’altra ondata di filosofi africani (la cui filosofia si mescola con la teologia cristiana): Origene, Cipriano, Tertuliano, Sant’Agostino e Ipazia, la prima filosofa, matematica e astronoma di cui si ha conoscenza. Tra i filosofi africani contemporanei, possiamo citare: Cheikh Anta Diop, Marcus Garvey, W. E. Du Bois, Lèopold Sèdar Senghor, Aimè Cèsaire, Alexis Kagame, Frantz Fanon, Valentin Yves Mudimbe, John Mbiti, Kwasi Wiredu, Fabien Eboussi Boulaga, Vicent Mulago, Issiaka Prosper Laleye, Marcien Towa, Henry Odera Oruka, Paulin Hountondji, Molefi Kete Asante, Theophile Obenga, Severino Ngoenha, Filomeno Lopes”.

Come è organizzata la facoltà di filosofia in Mozambico?
“La Filosofia, in Mozambico, è stata insegnata nei licei; è stata e continua ad essere insegnata nei seminari cattolici, nel settore dell’istruzione secondaria e superiore. L’Università Eduardo Mondlane, dove lavoro, è l’unica ad avere una Facoltà di Filosofia in Mozambico e una delle poche in Africa. Ha una struttura organica normale come tutte le università e un team di insegnanti molto giovani. Attualmente si sta sviluppando un centro di ricerca legata a tre sezioni: Filosofia Sociale (che coordino), Storia della Filosofia e Logica e Teorie della conoscenza. Recentemente è stato lanciato anche il Master in Filosofia”.

Come è il sistema culturale in Mozambico?
“Il Mozambico, come molti altri paesi africani, è un mosaico culturale. Si può parlare di mozambicanitá o di cultura mozambicana, all’interno della quale esistono molte culture con le sue peculiarità. C’è un sistema patrilineare, nel sud e nel centro del paese, e un sistema matrilineare prevalente nel nord. Se parliamo di interculturalità, il Mozambico ne è un esempio, anche se alcuni gruppi politici cercano di manipolare ideologicamente alcuni gruppi etnici, promuovendo un certo regionalismo”.

 

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