Perché è fondamentale amare la morte

Due cose belle ha il mondo:
amore e morte,
scriveva Giacomo Leopardi in Consalvo.
E in una lettera del 1833 a Fanny Targioni Tozzetti, che amò senza mai venire ricambiato, aggiungeva che “l’amore e la morte sono le sole cose belle che ha il mondo, e le sole solissime degne di essere desiderate”. E così ci si affretta a bollare Leopardi come un nichilista disperato, pieno di disprezzo e vuoto di gioia di vivere, e si accusa una volta la gobba e un’altra la sfiga per questa orribile tanatofilia.

Ma Leopardi amava la morte e moriva d’amore, ed è nella compenetrazione tra questi due opposti che è possibile comprenderne la straordinarietà del pensiero, prossimo a quello dei grandi tragici greci. Possiamo leggere la storia umana come un graduale tentativo di rimuovere la potenza della morte, il cui effetto collaterale è consistito nel rimuovere il potere dell’amore. Perché un amore che esclude la morte è ignoranza, e una morte che prescinde dall’amore è follia.

V0017612 Life and death. Oil painting. Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images images@wellcome.ac.uk http://wellcomeimages.org Life and death. Oil painting. Oil Published: - Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Desiderare la morte mentre si desidera l’amore non significa voler morire: è piuttosto lo scoprirsi in grado di amare e di morire davvero. Così facendo ci si riconosce capaci di un amore più profondo, più potente e vero e, da nemica, la morte diventa sorella. Come ha scritto Philip K. Dick nella Trilogia di Valis, «È sorprendente il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato».

Nel canto Amore e Morte, Leopardi indica come accogliere la “bella Morte, pietosa” il giorno in cui questa deciderà di portare il poeta con sé:

Me certo troverai, qual si sia l’ora
Che tu le penne al mio pregar dispieghi,
erta la fronte, armato,
e renitente al fato.

Leopardi desidera la morte ma non per questo le si abbandonerà senza lottare. Anzi, quando arriverà lui opporrà resistenza al fato e vivrà il più possibile, perché il modo più grande di onorare l’amore e la morte è lo stesso: vivere, profondamente ed eroicamente, ogni istante di questa straordinaria e unica esistenza.

Andrea Colamedici

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