• Doris Lessing, il Sufismo e il necrologio di Idries Shah

    di Maura Gancitano

    dorisisries

    Molti autori conosciuti tendono a nascondere certi interessi personali non ordinari, più per amore di riservatezza che per vergogna. Così è accaduto a tanti appassionati di Astrologia (per esempio Marguerite Yourcenar, come sostiene Gioia Oddi in questo libro) e di Tarocchi, e in generale agli autori con una certa predisposizione per l’ignoto. Tanti di loro si sono rifugiati in trovate letterarie extra-ordinarie, nel realismo magico, nel gotico, nell’horror, e qualcuno è addirittura rimasto al di sopra di ogni sospetto. Romanziere – sì, certo – ma con i piedi ben saldi nella terra, attento a raccontare la realtà così com’è, al massimo a tirarne fuori le emozioni che noi lettori non siamo riusciti a raccontare!

    Ogni tanto, alcuni di questi interessi vengono allo scoperto, talvolta stupendo i lettori, altre volte senza mutare l’opinione generale. Per quanto mi riguarda, quando mi è stato detto che Doris Lessing era stata allieva per trent’anni di Idries Shah – personaggio interessante benché sardonico, irriverente, ambizioso, tutto impegnato a conquistarsi una certa autorevolezza – sono quasi caduta dalla sedia. Avrei potuto immaginare tante cose di quest’autrice, ma non che avesse seguito un apprendistato così particolare. E che – in un certo ambito, che potremmo chiamare esoterico – fosse considerata una persona di grande apertura spirituale. Eppure, già nel 1971 – come ho avuto modo di scoprire facendo una più o meno rapida ricerca su Google – aveva scritto un articolo per Vogue dal titolo An Ancient Way to New Freedom, più o meno Una Via Antica per una Nuova Libertà, parlando fuori dai denti della propria passione.

    Continue Reading